Diritto di Famiglia

 

Per diritto di famiglia s'intende tutta quella serie di rapporti (giuridici e naturali) che esistono nell'ambito della famiglia in generale. Importante è precisare che, ad esempio, si può parlare di diritto di famiglia anche in relazione ai rapporti intercorrenti tra coniugi divorziati o tra conviventi.

In breve e a titolo esemplificativo indichiamo qui alcuni settori del diritto di famiglia di cui lo studio si occupa:

 

Il Matrimonio:

- condizioni e procedure per contrarre matrimonio;

- Emancipazione;

- Inesistenza, nullità ed annullabilità del vincolo matrimoniale;

- Famiglie di Fatto.

 

Rapporti personali nell'ambito della famiglia:

- Diritti e doveri reciproci dei coniugi;

- Doveri verso i figli;

- Titolarità ed esercizio della potestà: rappresentanza ed amministrazione;

- Obblighi dei figli nei confronti della famiglia.

 

Filiazione:

- Riconoscimento del figlio naturale;

- Disconoscimento di paternità e contestazione di legittimità.

 

Regime patrimoniale della famiglia:

- Comunione dei beni e famiglia di fatto;

- Comunione legale e collazione.

 

Convenzioni matrimoniali:

- Capacità di minori, emancipati e inabilitati;

- Forma, pubblicità e simulazione nelle convenzioni;

- Inefficacia di patti pre-matrimoniali e loro eventuale utilizzabilità;

- Fondi patrimoniali.

 

Comunione legale:

- Azienda coniugale e impresa familiare;

- Beni personali e destinati all'esercizio d'impresa;

- Acquisti, il rifiuto del consenso e atti compiuti senza il necessario consenso;

- Scioglimento della comunione e separazione giudiziale dei beni.

 

L'impresa familiare:

- Diritto di mantenimento e partecipazione agli utili;

- Divisione ereditaria, trasferimento d'azienda e diritti di prelazione.

 

Successioni

 

Si considerano in questo caso le successioni a causa di morte. L'eredità è il patrimonio che il cd. De Cuius lascia al momento della morte. Il termine patrimonio non è da intendersi solo nel caso di beni in proprietà, ma dev'essere considerata la massa dei beni, sia in attivo che in passivo. Quindi rientrano nell'eredità, beni mobili (denaro, cose, azioni, partecipazioni, quote societarie, crediti ecc.), e beni immobili. Vi rientrano altresì anche i debiti e le obbligazioni assunte dal defunto.

E' quindi agevole capire quanto sia importante e delicata la valutazione della situazione quando l'erede o gli eredi si trovano di fronte al procedimento di apertura di una successione. A volte può esserci il rischio che i debiti superino le attività, è quindi consigliabile in quel caso l'accettazione con beneficio d'inventario o addirittura la rinunzia. Non è raro il caso in cui il de cuius lasci in eredità mutui bancari, iscrizione di ipoteche o altri diritti reali, conti correnti "in rosso", opzioni su quote o azioni da lui possedute ecc. Quindi una attenta analisi dell'intero patrimonio s'impone al fine di evitare sgradite sorprese agli eredi nostri clienti.

Questo è quanto accade "dopo", è comunque possibile pensarci "prima", cioè pianificare la propria successione in modo da evitare problemi a chi rimarrà. Il classico strumento di previsione è il testamento, in tutte le sue forme previste dalla legge, però se non è usato come si deve l'atto testamentario può riservare sgraditissime sorprese a chi si accinge ad usarlo. Infatti una consulenza legale attenta non si può fermare alla forma del singolo atto e al rispetto delle norme più evidenti, bisogna analizzare tutta la storia del patrimonio del cliente che intende fare testamento e individuare i "buchi neri" entro i quali si rischia di cadere successivamente (ed es. una donazione fatta in vita rientra nel patrimonio della successione, quindi se ciò che è stato donato eccede la quota che per legge spetta a colui che l'ha ricevuto gli eredi potranno agire in via giudiziaria per riprendersi quanto di loro spettanza).

Altra ipotesi interessante è quando una persona non vuole che un altro soggetto erediti la quota di diritto, ma a cui la legge comunque ne assegna la titolarità. Non sono rari i casi di genitori che, in presenza di più figli, ritengono alcuni più meritevoli di altri e quindi vorrebbero escludere chi non ritengono degno, o idoneo per capacità o altro, ad ereditare. Diciamo subito che ciò non è conforme alla legge, ma alcuni (molti notai compresi) ritengono che simulando compravendite fittizie si possano aggirare gli ostacoli. Se queste persone conoscessero i meccanismi di accertamento giudiziale e i poteri d'indagine bancaria e finanziaria della magistratura civile e penale (anche in sede di rogatoria internazionale per i conti bancari esteri o quote azionare in società estere magari al portatore) non consiglierebbero questa scelta. Ci sono altri metodi di pianificazione successoria che non comportano questi "rischi" e che sono perfettamente legali (vedi ad esempio il paragrafo dedicato al Trust).

Quindi valutazione del patrimonio, valutazione della compagine ereditaria, valutazione dei rischi, controllo di legittimità ed eventualmente attivare le tutele legali per assicurare i diritti dei clienti (siano essi eredi o disponenti l'eredità) sono attività essenziali e imprescindibili per una consulenza seria e globale.